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diario di bordo

 

La lunga rotta del Gindungo - Dal diario di bordo


Marzo 2006 –
Isola di Saó Vicente - Capo Verde
(Davide Freschi)


Leggendo quello che mi scrive Andrea Marini via mail riguardo la sua prima avventura in Africa come Corriere del Mare, non posso fare a meno di tornare con la memoria a circa 10 anni fa.

 

     

Isole di Capo Verde

 

Era il 1997, un atterraggio fuori programma (per l’avaria del motore della Curuca, il vecchio Franchini 37 che stavo trasferendo in Costa Rica), mi vede bordeggiare tra relitti e altre barche alla fonda nella rada di Mindelo: guadagnavo così il mio ormeggio di fortuna…

Grazie alla permanenza forzata in Sào Vicente venivo via via a scoprire una realta’ lontana anni luce dal nostro modo di vivere occidentale: la rassegnata e dignitosa povertà della gente, i bambini che vivevano per la strada, i “ragazzi della spiaggia” che si facevano coraggiosamente avanti chiedendo se potevano lavorare per te….

Vivevo quei giorni e quelle settimane una quotidiana realtà fatta di periferie, di favelas, di persone e di famiglie.
Il vivere alla giornata, giorno dopo giorno, per sopravvivere… Quanti bambini, quanti bambini soli…
Un caro ricordo ho di Tony (molti naviganti passati a Mindelo hanno conosciuto Antonio Oliveira Baptista detto Tony)… in un mese mi ha insegnato a capire la gente di Capo Verde, mi ha insegnato a capire e ad apprezzare il posto in cui viveva, la dignità e la povertà…

Eleonora, mia moglie, doveva raggiungermi ai Caraibi per Natale, ma ai Caraibi non ci sarei arrivato prima di Febbraio o Marzo, i pezzi di ricambio per il motore erano introvabili e bisognava improvvisare…

“Eleonora, riempi tutte le valigie che trovi con vestiti da bambino, scarpe e tutto quello che riesci a trovare prima di partire…”

Eleonora arrivò con Letizia e Francesco, i miei due figli (che esperienza fu anche per loro!!!) e carica all’inverosimile di cose da distribuire,… qui a Mindelo.

Quella fu in assoluto la mia prima esperienza di tipo… umanitario, impossibile dimenticare quei sorrisi… ed il cuore si colmava di una nuova gioia!

Anno 2006: oggi Tony non c’è più, ho fatto fatica a credere come qui è facile morire anche a 45 anni, solo perché non si ha la possibilità di comprarsi delle medicine o farsi visitare da medici specialisti… ma la vita va avanti…
 
I palazzi e gli alberghi continuano a moltiplicarsi ed anche i turisti continuano ad arrivare, sempre più numerosi, soprattutto quelli che qui arrivano per misere avventure sessuali, approfittando di situazioni note e comuni a tutti i paesi poveri del mondo…

Arrivano anche tante barche, da questa ultima tappa partono poi per le Americhe o altri paesi africani, ed ora… cominciano ad arrivare anche i “Corrieri del Mare”.

 

     

Isole di Capo Verde

 

E sì! eccomi ancora qui che gironzolo per le vie di Mindelo.
Questa volta non sono solo: Luigi, un amico di Ferrara conosciuto a Las Palmas mi ha seguito fino a qui e collabora attivamente come volontario dei Corrieri… cercava un imbarco per i Caraibi a Las Palmas e si ritrova in quello che lui ha simpaticamente definito un fuori programma di “lezioni di vita”.

Sono felice che ci sia anche lui…grazie Luigi per aver pazientemente sopportato tutti quei giri interminabili per le strade di Las Palmas tra uffici, consolato, Caritas, Croce Rossa….
Tutte quelle lunghe riunioni serali sul Gindungo, dove si decideva, si organizzava, si mangiava e semplicemente si stava insieme, marinai e non solo di diverse nazionalità: tedeschi, austriaci, svizzeri, francesi, spagnoli, danesi, italiani,… si scriveva, si traduceva, si lavorava fino all’una, alle due di notte, e la mattina… giri interminabili.

Che idea, che impegno…?

Ora Luigi ha navigato per un po’ in Oceano, non ha realizzato completamente il suo sogno di traversare ma è felice ugualmente: siamo sulla spiaggia (Playa Wilson a Mindelo) ed una miriade di bambini ci regalano sorrisi smaglianti per gli inattesi regali che stanno ricevendo dai Corrieri.

Non è Natale, non è il compleanno di nessuno, ma sanno nel cuore che qualcuno si sta occupando di loro e sono felici, anche se per pochi attimi…. Sorrisi che ci riempiono il cuore di gioia…

“Luigi quando vuoi… per te il Gindungo sarà sempre una seconda casa…”

Mindelo (Isla Sao Vicente), Palmera (Isla do Sal) e poi Praya (Isla do Santiago) …. Salvador de Bahia (Brasile).

 

    

P.to Lindo-Panama (Riccardo e Almudena)

 

Riccardo con Almudena sono arrivati a Colon, sto aspettando che mandi fotografie che documentino la loro consegna panamegna; Vela Bianca con Doreen e Mathias sono in Gambia, anche loro… Coral Green con Peter e Rosy in viaggio per Martinica. Horacio è ancora in cantiere a Las Palmas a seguire i lavori della sua barca e Tim rimarrà ormeggiato ancora qualche mese nel marina del Puerto de La Luz, ma tutti loro collaboreranno con la base insieme a Yeanne, Martha, Ico, Magali, l’avv. Franco Stumpo , il console d’Italia Carlos de Blasio ed i tanti altri volontari che Los Correos de La Mar ha reclutato…


Davide Freschi

 

Da Capo Verde al Brasile - Eleonora Albertoni

... Devo confessare che nelle mie navigazioni in Mediterraneo ho sempre dovuto convivere con il mal di mare: giornate, … nottate passate nel pozzetto in attesa di atterrare al porto di destinazione.

         
Nel febbraio 2006 decido di raggiungere Davide che con il Gindungo è all'ancora nella baia di Palmera, isola del Sal a Capo Verde. Partiamo, e
dopo appena un centinaio di miglia ci fermiamo all'isola di Santiago, si rimane in attesa della meteo propizia.

 

    

 

E' il 19 marzo, finalmente si salpa ... per traversare l'Atlantico, destinazione Salvador de Bahia, Brasile, tante miglia in mezzo all'oceano senza vedere e toccare terra ...


A dire la verità, mentre agli ordini del comandante mi davo da fare per rizzare l'ancora a prua, armare la randa ed effettuare le manovre necessarie per uscire dalla rada di Praia, la capitale di Capo Verde, dentro di me una voce antipatica  mi prometteva terribili sofferenze a causa del temuto mal di mare…
In effetti sono stata fuori servizio per un paio di giorni, ma devo dire la verità, il mare era calmo, anzi, un delicato movimento di onde e vento costante ci spingeva avanti dolcemente, senza scossoni, senza mai cambiare e fermarsi…  il respiro dell'oceano… insomma, dopo un paio di giorni ho messo a tacere quella sciocca vocina.

 

    

 

Quello non era il Mediterraneo con i suoi repentini cambiamenti di vento e con le sue onde fastidiose che ti scuotono sotto costa … avevo finalmente deciso di stare bene e godermi questa traversata sino alla fine.


Lunge dormite alternate a pisolini in coperta, al riparo del tendalino sempre montato durante il giorno,  leggere un libro  o sorseggiare una bibita fresca; le attività più faticose erano controllare lo stato della frutta e della verdura in cambusa e preparare il pane o deliziosi piatti da gustare a pranzo o a cena.
 

   


Sono state giornate tranquille… quasi tutte... una mattina come le altre sul diario di bordo veniva registrato un singolare episodio... e che sia di monito a tutti i profani come me: ero al timone, la giornata splendida ed eravamo esattamente a metà Atlantico. Davide era al carteggio che parlava alla radio SSB, il quotidiano appuntamento sulla ruota di DJ, io al timone (durante i collegamenti radio per evitare interferenze spegnevamo tutta la strumentazione, e quindi anche l'autopilota; per ovviare a questo inconveniente in seguito schermeremo l'apparato)
Ero attenta "solamente" alla bussola e alzando gli occhi improvvisamente appare dietro un'onda, a sinistra, a meno di 20 metri, un peschereccio: allarme, imminente rotta di collisione!

 

" Davide vieni subito in pozzetto, c'è una barca …"
 

Tra l'incredulità e lo stupore, Davide interrompe velocemente il collegamento, prende il timone e prontamente accosta a dritta al limite della strambata, evitando così un violento scontro.


Davide rimane allibito sotto lo sguardo indifferente del conduttore del peschereccio che fino a pochi istanti prima era insieme al suo equipaggio, a poppa, a calare palamiti, manovrando solo all'ultimo e rasentando la prua del Gindungo di pochi metri.


Per lunghi minuti Davide non ha pronunciato parola. L'impatto appena evitato poteva tramutarsi in tragedia. Basta solo pensare che in quel momento, se anche noi avessimo avuto l'autopilota inserito, la collisione sarebbe stata inevitabile! Dopo questo episodio ho imparato ad essere attenta e vigile durante i miei turni (e Davide non ha più spento il radar con inserito il watchguard)

 

  

 

Traversando l'Oceano Atlantico da Capo Verde a Salvador la rotta taglia l'equatore ed anche consultando quotidianamente la meteo, o ascoltando via radio i consigli delle barche che ci precedevano e degli amici a terra, non siamo riusciti ad evitare quella zona detta "delle calme", la Z.C.I.T. (zona di convergenza intertropicale) dove spesso sparisce il vento e, … quando stai per sederti a tavola o per andare a riposarti arrivano groppi che ti costringono a "volare" in coperta per velocissime manovre.

Ritmi da far invidia agli equipaggi di Coppa America!
Devo dire che comunque sono occasioni da sfruttare per piacevolissime docce fuori programma.
 

   


Ci sono state delle giornate in cui il Gindungo navigava senza superare i  3/4 nodi di media (con 7/8 nodi di vento al massimo), eravamo come sospesi fra mare e cielo, in un immensa azzurrità  dove per 360° eravamo circondati da un anello di nuvole, virtuale barriera al vento tanto desiderato, che lasciava filtrare solo una leggera brezza.


Puntualmente, subito dopo il tramonto, le tenere nuvolette si addensavano e si trasformavano in minacciosi groppi carichi di acqua che preceduti da un bel vento incrociavano la nostra rotta o ci seguivano sino a raggiungerci dando il via alle grandi manovre notturne…!
 
Gli ultimi giorni abbiamo incrociato tantissime navi porta container, anche quattro in ventiquattro ore, e con alcune abbiamo avuto contatti radio per chiedere loro la meteo aggiornata; la conversazione più piacevole è stato con degli Italiani, originari di Torre Annunziata e Sorrento, i quali ci hanno prontamente e simpaticamente fornito le informazioni richieste, trovando molto comico il fatto che il nostro Gindungo avesse "appena" le dimensioni della loro lancia di salvataggio.

 

   


La notte si poteva ammirare la volta celeste con uno scenario che variava allo scorrere dei giorni, sino a relegare la nostra fedele Orsa Maggiore in basso sull'orizzonte, a Nord, per vedere sempre più alta e splendente la Croce del Sud salire a sinistra della nostra prua…


Bellissimo è stato svegliarsi una mattina e scoprire di essere circondati da centinaia di delfini che giocavano davanti alla nostra prua, e… bellissimo è stato svegliarmi ed andare in pozzetto e gridare: terra!
Al nostro traverso a dritta, il profilo dei bianchi grattacieli di Salvador ...!
Terra ... baciata da un bellissimo arcobaleno che solcava il cielo per nascondersi poi dove terminano le costruzioni della città e la natura torna a prendere il sopravvento.
 

   


Todos o' Santos, la baia di Salvador,  tantissime navi alla fonda in attesa del loro turno per il carico e scarico delle merci… e centinaia di farfalle che al nostro atterraggio volavano verso il largo sfiorando le vele del Gindungo e passandoci così vicino da lasciarci a bocca aperta.
Entrando nella baia un paesaggio incredibile si presenta: uno stridente contrasto fra i palazzi di lusso con ascensore che porta al molo privato e le baracche che sorgono sulla riva a pochi metri di distanza; piroghe e barche da pesca ormeggiate davanti.

Splendidi gli amici italiani Andrea di Naso Blu e Lino e Claudia di Uomo del Faro che ci aspettavano sul molo del CE.NA.B. per prenderci le cime, ormeggiavamo così dopo 15 giorni di mare… gente, rumori, musica…

Il carnevale appena finito, ma i brasiliani di Bahia non smettono mai di fare festa, e non solo loro.
Un incombente Elevatore, la torre fornita di ascensori  che collega il lungomare con il Pelorinho, la parte alta della città, sovrasta il panorama circostante.

 

     


Il Pelorinho è il centro storico di Salvador, una sorta di "turistopoli" creata attorno alla piazza dove venivano puniti in pubblico gli schiavi, zona dove tutti i turisti vanno ad ammirare le particolarità architettoniche e vengono cortesemente invitati ad un sano e liberatorio shopping  dalla presenza di innumerevoli botteghe di artigianato. Smeraldi ed altre pietre del Brasile prontamente montati secondo i propri gusti da abili orafi artigiani, attirano il turista come anche gli infiniti bar e ristoranti per concludere la giornata gustando la cucina locale.


Sul lungomare, tra il Marina e l'Elevatore (recentemente ristrutturato e funzionante h. 24), c'è il Mercado Modelo, un'antica costruzione dove nel passato i mercanti, dopo averli trasportati stivati nelle navi, vendevano i loro carichi di schiavi provenienti da Capo Verde, terra colonizzata dai Portoghesi in quanto ottimo crocevia per lo smistamento tra Africa, Americhe ed Europa.


Ora qui al Mercado Modelo ci sono solo negozi per turisti, ma volendo è ancora possibile visitare gli opprimenti sotterranei dove gli schiavi destinati al mercato venivano tenuti in condizioni disumane, da noi vagamente immaginabili, … l'aria è ancora piena della loro tristezza.

Sono rimasta affascinata dalle veleggiate che abbiamo fatto a bordo del Gindungo avventurandoci nel Rio Paraguacu e all'isola di Itaparica.


       
 

Dopo due settimane trascorse in questa terra dove le palme crescono anche in città eccomi ora in Italia dopo un lungo volo… di appena 11 ore; non vedo l'ora che arrivi settembre per raggiungere nuovamente il Gindungo e partecipare al trasferimento da Salvador a Buenos Aires e da Buenos Aires alla Terra del Fuoco.

Eleonora Albertoni

 

Salvador de Bahia – 5 aprile 2006
(Davide Freschi)


Ecco qui, un altro capitolo si chiude, una felice traversata atlantica si conclude sotto un acquazzone che auspica l’inizio di un nuovo autunno tropicale.

Il carnevale è appena finito e la gente, con tutti i problemi che può avere, non perde mai la voglia di ridere, di divertirsi, è tipico di Bahia.

Bahia, stato brasiliano, meta turistica mondiale, patria della samba e della capoheira, anche qui grattacieli accanto a favelas, macchine lussuose che girano su strade i cui marciapiedi pullulano di persone senza casa, senza niente, abituata ormai a sopravvivere di elemosina, bambini che dormono per strada vittime di quattro criminali spacciatori di crack… Una piaga enorme…

 

     

Salvador de Bahia

 

Eccoci qui, Eleonora è partita dopo avermi accompagnato in questi 17 giorni di mare, ed ora sono qui alla boa davanti al Mercado Modelo.
In direzione del forte Sáo Marcelo è ormeggiato anche NasoBlu di Andrea, arrivato un giorno prima del Gindungo; un’altra volta vicini, come a Las Palmas… e pronti a muoversi con la speranza di riuscire in qualcosa di importante.

Davide e Andrea… camminano per strada, parlano con la gente e vengono presi per hermao, forse lo siamo veramente, sicuramente nel cuore…

Ricomincia il lavoro.
Qui i contatti sono tanti e la volontà di fare qualcosa per fortuna coinvolge associazioni locali e volontari stranieri…


Davide Freschi

 

     

Salvador de Bahia

 

Salvador de Bahia – 14 maggio 2006

Io ed Andrea siamo a bordo del Gindungo ormeggiato alla boa, nello specchio acqueo che si affaccia davanti al Mercato Modelo e sotto l’Elevador, l’ascensore che porta su, al centro storico della città, al Pelourinho…

Mancano pochi minuti alle 14:00, l’orario stabilito per l’appuntamento con all’entrata della Rocina… già abbiamo rimandato di un paio d’ore a causa della forte pioggia… qui ormai è autunno inoltrato.

La Rocina è il cuore verde del centro, una frazione del Pelourinho, bimbi e grandi che abitano lì ci aspettano: sanno che qualcuno oggi presterà loro un po’ d’attenzione e sono eccitati. Anche se non c’è il sole, molti sorrisi illuminano il nostro incontro.

Alberi di banana, manghi e papaia sono la cornice dell’incontro di persone con diverse culture ma egualmente curiosi e felici di stare un po’ insieme.
Distribuiamo un po’ di magliette e portachiavi, scattiamo fotografie, ci scambiamo sorrisi… è stata una meravigliosa domenica pomeriggio.

Interessante l’incontro con Rhama Kaipoo, in casa di Ednaldo Sà, più tardi.

Rhama è un simpatico indio di Porto Seguro e ci ha intrattenuto con una enorme quantità di informazioni sulla vita e la storia degli indios: dal loro particolare contatto con la natura deriva una profonda conoscenza dell’ambiente in cui vivono; abbiamo anche bevuto una tisana con ben 18 erbe della foresta, da lui selezionate, bevanda energetica e con molte proprietà curative.

Con Ednaldo Sà si parla di progetti sociali: la scuola per i bambini di Marechal Rondom, una comunità molto grande a Nord di Salvador; si discute sul progetto di una emittente radio da installare alla Rocina, una radio che sarà la forte voce delle 40 e più famiglie che lì vivono; e non solo… si parla della forza dell’informazione e di tecniche di comunicazione...

Davide Freschi

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